Ieri ho visto un bambino che camminava mano nella mano con la sua mamma. Aveva un gelato e lo mangiava con gli occhi pieni di gioia, quella gioia che solo un bambino sa manifestare.
Sono stanco. Non faccio altro che parlare, esternare, dialogare, divulgare, presenziare, presiedere, contestare, imbonire, convincere…
Quando ero bambino pensavo che da grande sarei diventato un pilota di aerei, oppure clown in un circo bellissimo e famoso: in ogni caso avrei fatto un mestiere che fa del bene alla gente.
Non avrei mai immaginato di ritrovarmi a parlare all’infinito di giustizia, aborto, spesa pubblica, questione morale, cuneo fiscale, leggi ad personam, laicità dello stato, mafia… e solo per curare degli interessi momentanei e di parte.
Cosa mi è successo? Cos’è successo al bambino che ero? Perché crescere vuol dire scendere a compromessi con la vita e rinunciare ai sogni, per quanto irrealizzabili possano essere?
Ho settantatre anni. Sono diventato imprenditore prima, politico poi. Adesso che governo il mio paese sono stanco e mi dispiace di essere quel che sono.









0 commenti:
Posta un commento